L'intervista al Dott. Alfredo Siani e la solidarietà silenziosa.
Napoli-Togo, nasce il circolo virtuoso

NAPOLI. 23 gennaio 2013 –  Il medico napoletano, Direttore Generale della Clinica Sanatrix S.p.A. , è riuscito a innescare una spirale di solidarietà in grado di attrezzare un ospedale del Togo. In due anni l’iniziativa silenziosa del radiologo campano è riuscita a fare sorgere un reparto di radiologia ed ecografia nel cuore della baraccopoli di Lomé. di Riccardo Thomas

 

NAPOLI. 23 gennaio 2013 – Nell’epoca dei social network non importa quanti contatti hai, è estremamente facile sentirsi al “centro” del proprio mondo. In questi tempi la vera rivoluzione è sfruttare la propria rete di conoscenze per ottenere un obiettivo più grande, irraggiungibile da soli. Con questo sistema Alfredo Siani, dg della Clinica Sanatrix e Socio Emerito della Società italiana Radiologia, ha fatto sbarcare la sua solidarietà in terra d’Africa. Più precisamente per aiutare una clinica gratuita di Lomè, capitale del Togo. In soli due anni Siani è infatti riuscito ad attrezzare un reparto completo di radiologia ed una piccola sala parto per una clinica gestita da frati camilliani. «Tutto è iniziato un paio di anni fa – racconta Siani – quando un prete camilliano della comunità di Lomè mi contattò per chiedermi una serie di nozioni radiologiche». «In seguito – prosegue il medico – il giovane missionario mi chiese degli apparecchi radiologici, ed io glieli mandi». Il noto radiologo napoletano ha donato attrezzature che la sua clinica non utilizzava più ma che in Togo sarebbero stati preziosissimi. Ma la “svolta” sarebbe arrivata poco più tardi. «Dopo i primi "regali" – continua Siani – il prete mi chiedeva sempre di più, ma decisi che prima di fare altre donazioni mi sarei dovuto recare in Togo di persona». Così l'ex primario si trova a sbarcare in Africa per visitare la comunità che stava aiutando. «Per fortuna non sono andato in albergo – racconta Siani – bensì mi ha ospitato la comunità dei camilliani. Solo così ho potuto comprendere da vicino la realtà di quei luoghi». «È stata un’esperienza particolarmente toccante – sottolinea il radiologo – la struttura che loro chiamano ospedale non è altro che una casa in muratura nel cuore della baraccopoli tra le strade sterrate di Lomè». Siani, tornato a Napoli, attiva la sua rete di contatti per proseguire la completare la fornitura dei vari reparti dell'ospedale togolese. «Ho contattato una serie di amici per coinvolgerli nell'iniziativa – aggiunge Siani – ed in breve tempo sono riuscito a trovare le apparecchiature per creare un reparto completo di radiologia di primo e secondo livello, compresi anche di due ecografi». Le azioni del medico napoletano hanno innescato un vero e proprio circolo virtuoso di solidarietà. «In breve tempo – prosegue Siani – mi hanno donato delle cullette termiche, 3mila lenti per gli occhiali e addirittura un’ambulanza». Anche il container su cui viaggeranno le apparecchiature è stato messo a disposizione in forma quasi gratuita: in tutta questa operazione l’unica spesa fatta dal radiologo è stata quella necessaria a coprire parte delle spese di spedizione, per un totale di 1400 euro. Ma l'opera benefica non cesserà con l'arrivo delle nuove attrezzature a Lomè. «Il prossimo passo è accertarsi di sapere se chi utilizzerà queste apparecchiature ne ha le conoscenze adatte o se ha bisogno di un training o un corso di aggiornamento. La beneficenza  – conclude Siani – non ha senso se non è accompagnata da un investimento nella formazione».

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